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tuffiamo
Il progetto

Metodo e fonti

Tuffiamo dice se si può fare il bagno in un posto, oggi. Per farlo mette insieme dati pubblici e li mostra con la data e la fonte accanto. Qui c’è scritto da dove arrivano, come li trasformiamo in uno stato e dove sbagliano.

1. Da dove vengono i dati

Le sette fonti di Tuffiamo, con licenza e frequenza di lettura.
FonteCosa ci dàLicenzaQuando la leggiamo
Portale AcqueStato di balneabilità, prelievi (enterococchi, E. coli), ordinanze, classificazione di fine stagione, date della stagioneCC BY 3.0 ITOgni mattina alle 06:00 dal 1° maggio al 30 settembre; il lunedì fuori stagione
OpenStreetMapPosizione, perimetro di laghi e spiagge, sentieri, parcheggi, accesso, serviziODbLOgni settimana
WikidataNome ufficiale, quota, superficie, profondità, comuni rivieraschiCC0Ogni mese
Open-MeteoPrevisioni a 4 giorni, indice UV, vento, stima della temperatura dell'acqua dei laghiCC BY 4.0Ogni 3 ore
EEAClassificazioni storiche 2013–2025, per confrontare le stagioniRiuso libero con citazioneUna volta l'anno
Comuni e ParchiOrdinanze, regolamenti (cani, fuochi, campeggio), tariffe dei parcheggi, segnaleticaAtti pubbliciQuando cambiano
Chi ci è statoFoto, temperatura dell'acqua, affollamento, correzioniFoto CC BY-SA 4.0Verificate entro 7 giorni prima di pubblicarle

2. Come calcoliamo lo stato

Per ogni punto ufficiale applichiamo queste regole nell’ordine, e ci fermiamo alla prima che vale. Il badge mostra sempre la data del prelievo o dell’ordinanza e la fonte.

  1. 1DivietoC’è un’ordinanza aperta (inizio ≤ oggi, fine vuota o futura) oppure il portale dice “non balneabile”. Il motivo è quello del portale, mai una nostra ipotesi.
  2. 2Fuori stagioneOggi è fuori dalle date della stagione balneare dell’area. Mostriamo la classificazione dell’ultima stagione e quando riprendono i prelievi.
  3. 3Dato vecchioL’ultimo prelievo ha più di 30 giorni, oppure non riusciamo a leggere il portale da 7 giorni. Il dato resta visibile, con la sua età scritta.
  4. 4BalneabileUltimo prelievo entro 30 giorni e conforme, nessuna ordinanza. Se un’analisi è fuori norma ma non c’è ordinanza, lo stato resta Balneabile e aggiungiamo un avviso ambra “Analisi fuori norma del … senza ordinanza”.
  5. -Non monitoratoIl luogo non ha un punto ufficiale entro 300 m (spiagge libere non censite, cascate, pozze, terme). Indichiamo il punto ufficiale più vicino con la distanza, o “nessuno entro 20 km”.

Limiti per singolo campione nelle acque interne (D.Lgs. 116/2008, all. A): enterococchi intestinali 500 e Escherichia coli 1.000 UFC/100 ml. Le classificazioni (Eccellente, Buona, Sufficiente, Scarsa) le calcola il Ministero su quattro stagioni: le riportiamo, non le ricalcoliamo.

3. Dove i dati sbagliano

Il prelievo non è di oggi. Le ARPA campionano ogni 2–4 settimane; tra prelievo e pubblicazione passano 2–5 giorni. “Balneabile” vuol dire “conforme all’ultimo controllo”, non “analizzato stamattina”.
Le ordinanze arrivano in ritardo o non arrivano. Alcuni Comuni non le caricano sul portale. Il cartello sul posto vale sempre più di questo sito.
Cascate, pozze e terme non sono monitorate. Nessun ente analizza quell’acqua: ci si bagna a proprio rischio e noi non lo nascondiamo dietro un colore verde.
Le posizioni possono essere imprecise. Le coordinate del portale indicano il punto di prelievo, non la spiaggia; le correggiamo con OpenStreetMap, con un errore possibile di 50–100 m.
La temperatura dell’acqua è una stima del modello Open-Meteo, salvo dove scriviamo “misurata da un lettore” con la data.
Parcheggi, cani, servizi cambiano. Senza fonte scriviamo “non sappiamo”; con una sola segnalazione scriviamo “da verificare”.

4. Perché molte pagine non sono su Google (di proposito)

Il sito che c’era prima di questo aveva quasi cinquemila pagine su Google, una per ogni specchio d’acqua, e su ognuna c’era poco più di un nome e una mappa. Google le ha declassate, e aveva ragione: non rispondevano a nessuna domanda.

Perciò qui una pagina entra negli indici dei motori di ricerca solo se supera una soglia, e la soglia è scritta in codice, non nelle intenzioni. Servono tutte queste cose:

  • una fonte oltre OpenStreetMap - di norma il prelievo ufficiale del Ministero;
  • almeno cinque attributi pratici su otto compilati (parcheggio, servizi, fondo, cani, accesso, tariffa, come arrivare, stagione);
  • almeno 250 parole di testo scritto per quel posto, firmate da una persona;
  • abbastanza collegamenti da e verso altre pagine del sito;
  • nessun campo lasciato vuoto.

E prima di tutte, una domanda: ottieni le stesse informazioni con un clic su Google Maps? Se sì, la pagina non serve, per quanto sia lunga.

Fino a settembre 2026 fra le condizioni c’era anche una foto con licenza e autore. Le foto sono uscite dalle schede - al loro posto c’è la mappa, che di un posto dove ci si bagna dice di più - e la condizione non è stata tolta ma spostata: il testo richiesto è passato da 120 a 250 parole. Una mappa la genera un programma ed è uguale su ogni pagina; non può fare il lavoro che faceva la foto, cioè dimostrare che qualcuno c’è stato.

Oggi la maggior parte delle schede non supera la soglia: mancano i testi e gli attributi pratici. Restano raggiungibili dal sito - a chi ci arriva servono comunque, perché lo stato ufficiale c’è - ma chiediamo ai motori di ricerca di non indicizzarle. Preferiamo poche pagine che rispondono a molte che esistono.

5. Testi, intelligenza artificiale e segnalazioni

Le descrizioni (120–300 parole per scheda) sono scritte a partire dai dati di sopra con l’aiuto di un modello linguistico, poi lette e corrette da una persona prima di andare online. Il testo non contiene numeri che non stiano già nei dati, e non usa aggettivi promozionali. Quando un fatto non è verificabile lo togliamo, non lo ammorbidiamo.

“Aggiornato il” è la data dell’ultima modifica reale della scheda (nuovo prelievo, ordinanza, correzione), non l’ultima volta che abbiamo letto il portale: quella è scritta nella riga delle fonti.

1ArrivaDal modulo “Segnala” della scheda, senza account. Solo l’email per risponderti.
2VerifichiamoSu una fonte pubblica, oppure aspettiamo una seconda segnalazione concorde.
3PubblichiamoLa correzione entra nella scheda con la data, nella cronologia in fondo.
4RispondiamoPer email entro 7 giorni, anche quando non pubblichiamo.

6. Dati aperti, pubblicità, contatti

Dati aperti. Il dataset che costruiamo (punti, stato del giorno, divieti attivi, luoghi non monitorati con coordinate) è scaricabile ogni mattina in CSV, JSON e GeoJSON con licenza CC BY 4.0. Citazione: “Tuffiamo, su dati Portale Acque – Ministero della Salute (CC BY 3.0 IT) e OpenStreetMap (ODbL)”.

Pubblicità. Oggi il sito non ne ha: nessuno spazio pubblicitario, su nessuna pagina. Se un giorno ne avrà, gli spazi saranno dichiarati come tali e non si mescoleranno ai dati. In ogni caso vale, adesso e allora, una regola sola: nessun luogo paga per comparire, né per lo stato che mostriamo.

Chi siamo. Tuffiamo è un progetto indipendente, senza legami con enti pubblici, gestori di lidi o consorzi turistici. Erede di acquenaturali.it, di cui riprende i luoghi e corregge i limiti. Scrivici a ciao@tuffiamo.it.

Aggiornato il 5 settembre 2026Segnala un errore

Tuffiamo non è un sito ufficiale: fanno fede le ordinanze comunali e i cartelli sul posto.